Finalmente il 9 marzo 1975 la famiglia Calas venne dichiarata innocente e giudicata abusivamente e persecutoriamente dal parlamento di Tolosa. Voltaire porta gli apostoli e gli evangelisti come esempio di tolleranza: in effetti, pur con tutte le contraddizioni in materia di fede testimoniate nei Vangeli e nelle Sacre Scritture , non ci furono mai scontri o dispute violente. Voltaire inizia ad esaminare i martiri cristiani. In realtà Locke non è nato liberale. ‘Il barbaro’ allora prende il documento e falsifica la firma del defunto, perché quella firma è per lui un modo di ottenere un buon canonicato. In quali casi è permesso uccidere chi non la pensa come noi? Voltaire dimostra che questi brani del Vangelo non devono essere interpretati come invito all’intolleranza o alla violenza, perché non ce n’è motivo. Lavaisse fu lui stesso autore di un memoriale, e uno ne compose M. de Beaumont. In effetti, l’uomo ha bisogno di due cose: di essere giusto per essere felice nell’altra vita, e di essere indulgente per essere felice in questa vita. Per evitare tutto questo, basterebbe immaginare il giorno del giudizio: difficile credere che Dio possa condannare all’inferno persone del calibro di Confucio, Solone, Pitagora, Socrate, Platone, ecc. Questa lentezza fu dovuta al fatto che il caso meritava di essere esaminato con molto scrupolo; inoltre altri processi occuparono la corte francese in quel periodo, come ad esempio quello che portò all’abolizione della compagnia dei gesuiti. È per questo motivo che nella Seconda lettera sulla tolleranza Locke è un fervido sostenitore della separazione tra Stato e Chiesa e dell’esigenza di limitare il potere sia sacerdotale che politico. Voltaire parla diffusamente del caso di Socrate: dimostra che non può essere preso come esempio di intolleranza, perché Socrate fu condannato a morte non per le sue idee religiose, ma perché si era fatto molti nemici; la sua morte fu poi vendicata; gli ateniesi presero le distanze dai giudici che emisero quella sentenza, ed eressero un tempio a Socrate. Mentre il ‘Trattato sulla tolleranza’ di Voltaire ha lo scopo di rendere l’umanità più mite e compassionevole, lo scopo del libello di Malvaux sembra procedere proprio nella direzione opposta. Permisero il culto egizio, e anche quello degli ebrei, con cui intrattennero da sempre ottimi rapporti commerciali. Lettera sulla tolleranza o Epistola sulla tolleranza (A Letter Concerning Toleration) è un saggio di John Locke, scritto nel 1685 nei Paesi Bassi, originariamente pubblicato nel 1689, in latino e immediatamente tradotto in altre lingue. Voltaire ironizza con l’autore del libello, che non menziona mai chiamandolo per nome, e dice che lo vedrebbe bene nelle vesti di un inquisitore. Non è perciò sensato condannare chi si attiene alle vecchie professioni di fede. I conflitti religiosi avevano da sempre preoccupato Locke e andando in Germania aveva notato che lì,e non in Inghilterra, luteranismi,cattolici e calvinisti convivevano in buona armonia,in parte per il potere esercitato dai magistrati e in parte per la buona natura del popolo. Voltaire conclude dicendo che di tutte le superstizioni, la più pericolosa è odiare il prossimo per le sue opinioni; meglio credere alle superstizioni più assurde che odiare e perseguitare i propri fratelli. Chiarisce che ciò che lo ha mosso a scrivere questo trattato è lo spirito di giustizia, verità e pace, e che non intendeva offendere i giudici di Tolosa che hanno condannato a morte Jean Calas, ma anzi, che ha offerto loro l’occasione di redimersi prestando aiuto alla vedova e ai figli di Calas. i selvaggi, gli incolti, ecc. L’uomo, piccolo abitante di un piccolo pianeta di un infinito universo, è piuttosto supponente quando crede che solo il suo ‘formicaio’ sia caro a Dio, mentre gli altri sono destinati alla dannazione. Quindi perché avrebbe dovuto reagire tanto violentemente con Marc-Antoine, al punto di ucciderlo? Bollettino telematico di filosofia politica. Locke: Lettera sulla tolleranza. I romani furono molto tolleranti nei confronti di altre religioni e non perseguitarono mai nessuno, nemmeno chi negava apertamente che esistessero gli Inferi, o perfino Dio stesso. L’intolleranza genera solamente ipocriti o ribelli; sarebbe inoltre un controsenso uccidere chi non crede nella religione cristiana, il cui Dio si è fatto uccidere e ha predicato solo pazienza e mitezza. Filosofo inglese (Wrington, Somersetshire, 1632 - Oates, Essex, 1704). A ben vedere le storie dei martiri cristiani, in effetti ci sono indizi di colpevolezza nei confronti delle leggi romane, e questo verosimilmente è il vero motivo che sta dietro il loro martirio. Di contro, i brani in cui vi è un chiaro invito alla tolleranza e all’indulgenza sono numerosi: la parabola del figliol prodigo, il samaritano caritatevole, il perdono della peccatrice, ecc. Muore nel castello di Oates, dove era ospite, nel 1704. “Lettera sulla tolleranza” di J.Locke: Nella “lettera sulla tolleranza” si limita ad escludere dalle competenze del magistrato civile le questioni religiose e a sostenere la separazione tra governo civile e religione, su cui peraltro torna ad insistere con espressioni chiare e risolute. La Cina si dimostrò molto tollerante, e fu magnanima anche verso i gesuiti, che però fu poi costretta ad allontanare perché avevano cominciato a perturbare il paese con le loro dispute. E da quel momento la storia del cristianesimo è stata un susseguirsi di dispute, sofismi e spade. Diego Marconi, Introduzione, in John Locke, Scritti sulla tolleranza, a cura di Diego Marconi, Torino, 1997, p. 12. Voltaire parte dall’ingiusta condanna di Jean Calas per fare delle considerazioni di più ampio respiro sulla violenza ispirata dal fanatismo religioso e sulla pericolosità di certe confraternite. Voltaire in questo capitolo polemizza con l’abate  Malvaux, autore di un libello intitolato “Accordo della religione e dell’umanità”. Dopo aver visto tante guerre, questo è un periodo di sazietà e di ragionevolezza; la gente desidera la tranquillità pubblica. I tempi sono maturi per far tornare in patria i figli espatriati, senza che ciò comporti alcun rischio per la nazione, ma anzi un vantaggio. In questo capitolo Voltaire immagina che un beneficiario scriva una lettera al gesuita Le Tellier, il confessore del re; in questa lettera il beneficiario si offre di consigliare il padre gesuita sul modo più semplice di risolvere il problema dei nemici della fede. Essi si preoccupavano di governare il mondo terreno: quando sottomettevano un popolo, gli imponevano il rispetto delle leggi, ma non gli imponevano alcun culto. Scritta nel 1865 in Olanda da Locke. Voltaire aggiunge questo capitolo per dire che nel 1765, due anni dopo la presentazione del caso Calas a Versailles, finalmente i Calas furono pienamente assolti. Voltaire conclude il capitolo dando voce alla Natura, che si rivolge agli uomini con la preghiera di dare ascolto al germe di compassione che essa ha seminato nei loro cuori affinché si possano tollerare ed aiutare a vicenda. Non esistono prove della colpevolezza di Jean Calas; le accuse nei suoi confronti si basano su pregiudizi religiosi ispirati dal fanatismo. Voltaire dimostra che essere tolleranti è necessario anche nei confronti di chi ha un’idea sbagliata, purché essa non turbi l’ordine civile. Purtroppo il fanatismo ebbe la meglio sulla ragione: mentre i tolosani presero a venerare Marc-Antoine come martire della fede,  i giudici di Tolosa condannarono Jean Calas alla tortura della ruota; il resto della famiglia non fu condannato a morte ma subì vessazioni e ingiustizie. Lo stato deve essere liberale, senza immischiarsi in problemi di dottrine e culti. “Si leva con un volo poderoso su tutta quanta la letteratura anteriore e precorre in molti punti quanto di più famoso gli stessi secoli seguenti diedero”. Il moribondo non può firmare cose in cui non crede; ‘il barbaro’ gli dice di firmare ugualmente e di morire da ipocrita, perché l’ipocrisia è una buona cosa. Voltaire conclude ricordando che la tolleranza non ha mai prodotto guerre civili, mentre l’intolleranza sì: la tolleranza è la strada percorrere per il bene della società. Voltaire guarda con ottimismo ai progressi che la ragione e la civiltà hanno apportato in questo ambito; egli osserva che la luce della ragione sta penetrando sempre di più in Francia, presso tutte le classi sociali, anche le più umili, facendo regredire sempre più le superstizioni. La lettera è un crescendo di iperboli ed esagerazioni che si sviluppano punto dopo punto: il beneficiario infatti suggerisce di eliminarli tutti o impiccandoli, o facendoli saltare in aria, o avvelenandoli, in un crescendo di misfatti che contrasta con la formalità dello scritto e con lo sforzo di argomentare logicamente queste stragi. Lettera sulla tolleranza o Epistola sulla tolleranza (A Letter Concerning Toleration) è un saggio di John Locke, scritto nel 1685 nei Paesi Bassi, originariamente pubblicato nel 1689, in latino e immediatamente tradotto in altre lingue. Tuttavia la superstizione è una falsa idea che prospera quando gli esseri umani mancano di una religiosità più sana e più pura; nel momento in cui un popolo può credere in una vera religione, è insensato nutrirlo ancora di false idee e superstizioni. E’ più probabile che i martiri siano stati condannati per altri motivi, non per la loro religione. A sostegno della tolleranza degli ebrei, Voltaire porta ad esempio il  libro di Ezechiele, che fu comunque inserito nel canone degli autori ispirati da Dio nonostante fosse in contraddizione con la legge di Mosè. Voltaire passa in rassegna vari popoli, stati e paesi presso cui è in vigore la tolleranza. La vedova Calas, su consiglio di amici, si recò a Parigi per ottenere un po’ di giustizia e di sostegno, essendo ormai allo stremo delle forze. Se sei d'accordo, continua a navigare. Anche se Locke in gioventù era stato ostile alle teorie sulla tolleranza, convinto che solo lo stato poteva garantire una pacifica convivenza, nella Lettera egli sviluppa e sistema delle teorie che già nel precedente Saggio sulla tolleranza aveva esposto. Nella Seconda lettera sulla tolleranza Locke racconta l’aneddoto dei due fratelli Reynolds: «entrambi studiosi, uno protestante, l’altro papista, che, dopo uno scambio di scritti, si convertirono entrambi: talché nessuno dei due, per quante argomentazioni si sforzasse di adoperare, riuscì a ricondurre suo fratello Nel 1667 scrive il Saggio sulla tolleranza, che è fondamentale per la separazione tra il potere statale e le fede religiosa, e l’opera economica Considerazioni sulle conseguenze della riduzione dell’interesse (1668). 8 relazioni. E’ l’intolleranza che, al contrario, può causare disordini. Read 154 reviews from the world's largest community for readers. Manifesta il proposito di parlare delle dispute religiose che hanno insanguinato l’Europa, affinché anche le persone poco istruite possano venire a conoscenza di tutti gli orrori che hanno causato. Lettera sulla tolleranza di John Locke e una grande selezione di libri, arte e articoli da collezione disponibile su AbeBooks.it. Voltaire rievoca la prima disputa delle storia del cristianesimo, quella tra Ario e il vescovo Alessandro, che erano in disaccordo sulla maniera in cui il Logos (il Figlio) discende dal Padre. Voltaire infine traccia un parallelismo tra la morte di Socrate e la morte di Gesù: non morirono per motivi di intolleranza religiosa, ma perché furono vittime di invidia e calunnia. A supporto della tolleranza, Voltaire fa notare che i principi religiosi non sono sempre stati esposti con chiarezza e linearità: ad esempio, un tempo si credeva che lo spirito santo procedesse solo dal padre, non dal figlio, e solo in tempi recenti è stato istituito il dogma dell’immacolata concezione. L’imperatore Costantino avrebbe potuto liquidare questa disputa come una questione incomprensibile e non conoscibile da parte dell’essere umano, ma non lo fece. Inizialmente i primi nemici che ebbero i cristiani furono proprio gli ebrei, e i romani spesso ne presero le difese quando gli ebrei li volevano uccidere. Qui di seguito trovi i riassunti di ciascun capitolo del Trattato sulla tolleranza di Voltaire. Il caso dei Calas fu assegnato al tribunale delle requêtes de l’hôtel. Alcuni di questi martiri si dimostrarono loro stessi intolleranti e violenti nei confronti degli altri culti. Secondo Voltaire queste leggende, oltre a non essere vere, possono rappresentare un pericolo per la fede; in effetti, far passare per vero ciò che non lo è può generare sfiducia e diffidenza nei fedeli che, sentendosi ingannati, potrebbero rifiutare in blocco tutto ciò che riguarda la religione e diventare atei. Il re contribuì a risarcire la famiglia Calas economicamente. Se stai studiando quest’opera, potrebbero esserti utili. Tuttavia i tre religiosi, usciti dalla casa del mandarino, ripresero a disputare nel loro solito modo. Punto di riferimento di Malvaux è Sant’Agostino, che se in un primo tempo predicò la tolleranza, poi cambiò avviso e predicò la persecuzione. Così si esprime Locke, infatti, nella sua «Lettera sulla tolleranza», scritta fin dal 1685-86, ma pubblicata anonima dal prudentissimo filosofo inglese, in Olanda, solo nel 1689, durante il suo cosiddetto esilio e mentre già si era compiuta in Inghilterra la “Glorious Revolution”, che … Altre persecuzioni si succedettero, sia da una parte che dall’altra: nove guerre civili insanguinarono la Francia, fino ad arrivare alla notte di San Bartolomeo. Fra le più importanti determinazioni della libertà individuale, Locke annovera la libertà religiosa. Non ha senso perseguitare, processare, condannare chi ha una fede diversa dalla nostra. Devono capire che la pace e la vita sono doni preziosi di cui ringraziare Dio, in mille lingue diverse, da un angolo all’altro della terra. Ma il moribondo non vuole dire menzogne in punto di morte, perché sa che tra poco sarà a cospetto di Dio. Il capitolo narra lo svolgimento di una disputa teologica avvenuta in Cina tra un cappellano della compagnia danese, un cappellano di Batavia e un gesuita. Nell’Epistola sulla tolleranza il filosofo, guardando ai devastanti effetti prodotti dalle guerre di religione in Europa a partire dal Cinquecento, fa appello al principio di tolleranza. Voltaire contesta all’abate Malvaux soprattutto un punto: considerare che le minoranze si possano giustamente estinguere senza che questo possa comportare un grave danno per il paese; Voltaire dimostra con un documento storico che ciò non è vero; le minoranze hanno dei diritti che vanno tutelati per il bene di tutto il paese, non solo dal punto di vista umano, ma anche da un punto di vista politico ed economico. Voltaire ritiene che la superstizione possa essere utile per porre un freno alla malvagità umana; purché non siano omicide, le superstizioni sono preferibili all’ateismo e alla mancanza di religione. I romani permisero tutti i culti e si dimostrarono sempre molto tolleranti verso qualsiasi forma religiosa. I greci erano molto tolleranti; credevano in un Essere supremo, ma poi ammettevano un ricco stuolo di divinità minori, a cui potevano aggiungervene altre senza alcun limite. Voltaire mostra che gli unici casi in cui l’intolleranza può essere giustificata si verificano quando gli errori umani diventano dei crimini; quando alcuni uomini fanno del male a degli altri uomini, quando arrecano loro danno. John Locke, Scritti sulla tolleranza, Utet, 2005, p. 171 – 172 A queste lettere sulla tolleranza seguiranno altre lettere sulla tolleranza. I romani credevano che spettasse agli dei vendicare le offese fatte agli dei, perciò non si sono mai presi l’incarico di punire o castigare qualcuno per le sue idee religiose. Se stai studiando quest’opera, potrebbero esserti utili. Voltaire esamina le storie dei primi martiri cristiani, mettendone in luce le incongruenze e gli anacronismi, e dimostra che è molto difficile credere veramente che siano stati uccisi solo per la loro fede. Jean Calas, infatti, è protestante, e solo per questo fatto l’unica ipotesi plausibile sembra che sia stato lui stesso ad uccidere il figlio, probabilmente perché aveva scoperto che si voleva convertire al cattolicesimo. Germania, Inghilterra e Olanda hanno anch’esse conosciuto gli orrori delle guerre di religione, ma ora in questi paesi c’è libertà di religione e pari diritti per tutti i cittadini, a prescindere dalla religione che professano; anche chi è di un’altra religione può contribuire alla ricchezza e al benessere del paese, può essere utile per la società. Voltaire in questo capitolo si appella al senso di fratellanza che dovrebbe spingere tutti gli uomini a tollerare le proprie diverse idee e fedi religiose. Capitolo I, Breve storia della morte di Jean Calas. %���� Gesù stabillì questa regola molto semplice: “ama Dio e il tuo prossimo”; ma questa regola è stata sovraccaricata da sofismi e dogmi complicati; dispute feroci sono state accese a causa di una parola o addirittura di una sola lettera dell’alfabeto. lettera sulla tolleranza, john locke 1685. introduzione. Voltaire nomina i giansenisti, che hanno contribuito ad epurare la religione cristiana dalle credenze superstiziose. La natura è l’unica voce che va ascoltata, anche per quel che riguarda la giustizia, perché le leggi fatte dagli uomini sono di fatto confuse e contraddittorie. Uno dei promotori dell’Illuminismo inglese ed europeo, fu il primo teorico del regime politico liberale e l’iniziatore dell’indirizzo critico della gnoseologia moderna. un classico della letteratura liberale moderna il suo destino non molto diverso dalle altre opere del Locke John Locke nel Saggio sulla tolleranza ritiene le questioni religiose di stretta competenza personale e completamente estranee alla giurisdizione dell'autorità civile. Locke, John and Casalini, Brunella (2007) Lettera sulla tolleranza. Secondo lui è molto difficile che questi martiri siano stati condannati al supplizio per la loro religione; in effetti, perché condannare solo i cristiani, visto che i romani erano tolleranti verso tutti gli altri culti? La posizione di Locke sulla tolleranza non é stata comunque sempre la stessa . "D������t47�!��>� �l��6N��cE% ���@dbn ��א�'��U!� ��� �̍��͍ 6� j"[�o�? LOCKE Lettera sulla tolleranza Illustrissimo Signore, Poiché mi chiedete la mia opinione sulla tolleranza reciproca tra i Cristiani, vi rispondo in poche parole che la ritengo il principale segno distintivo della vera chiesa. Voltaire comincia il capitolo invocando meno dogmi. La prova suprema della tolleranza di Gesù si trova nel momento della morte, quando chiede al padre di perdonare chi lo ha crocifisso. Così Francesco Ruffini sulla Lettera di Locke. Voltaire esamina i pochi passi del Vangelo che possono indurre il lettore a credere che sia giusto essere intolleranti: la parabola del banchetto di nozze, la parabola dell’invito a cena in cui gli invitati non si presentano, la parabola del fico sterile, e infine il passo in cui Gesù scaccia i mercanti dal tempio. Condanna ogni forma di coazione sulla coscienza dell'uomo in materia di credenze e pratiche religiose. Allora il mandarino li fece arrestare, con l’ordine di non lasciarli andare finché non fossero giunti ad un accordo, o finché non si fossero perdonati; o almeno finché non avessero fatto finta di essersi perdonati. Voltaire parte dalla considerazione che che il diritto umano si fonda su quello naturale; la base di entrambi i diritti è il semplice principio “non fare agli altri quello che non vuoi che sia fatto a te”, valido ovunque su tutta la terra. Dopo pochi istanti muore. ). John Locke, l’Epistola sulla tolleranza. “LETTERA SULLA TOLLERANZA” di Locke. Agire in questo modo è barbaro e bestiale. Egli aderì agli ideali del liberalismo solo all’età di 40 anni, ma da quel momento diventò il diffusore e il difensore del principio di tolleranza.… LOCKE E LA TOLLERANZA Locke è il fondatore dell’ illuminismo e della teoria liberale, afferma l’ esistenza di diritti naturali inalienabili e elabora il principio della divisione dei poteri. I tre religiosi si accusarono l’un altro appellandosi a ragioni che il mandarino non poteva capire: il mandarino li interruppe avvisandoli che se volevano essere tollerati, dovevano imparare a tollerarsi. Anche in America ci sono grandi esempi di tolleranza, sia in Carolina che in Pennsylvania. ... Lettera sulla tolleranza, i Due trattati sul governo e Saggio sull’intelletto umano. Lettera sulla tolleranza: Locke, John: Amazon.com.tr Çerez Tercihlerinizi Seçin Alışveriş deneyiminizi geliştirmek, hizmetlerimizi sunmak, müşterilerin hizmetlerimizi nasıl kullandığını anlayarak iyileştirmeler yapabilmek ve tanıtımları gösterebilmek için çerezler ve benzeri araçları kullanmaktayız. ��s{g���w�,L\l���e�����5��q����_K p��DC/����`������ki�_X�'[+�u�&�>-mݘH��g:5:l��X��?܂��q5���]�`��n�k��Q�n����$�����w�A�M�0ϓ�z1��^�^ʲ���;_�E!���F�q��5 �ם�:ˆ�F�^Cg� :|�e�Y�+s�W#��HKP�ς�`��%�QJ��N8by6me_��+]_;*O��}/]A�u�6M_�mƦl�w��T1<3. Nella vita pratica, capita che i cristiani abbiano contatti con persone di altre fedi, per motivi commerciali o politici: questi contatti avvengono senza che nessuno si ponga il problema di parlare con un infedele o un dannato. E’ impossibile riuscire a mettere d’accordo tutti gli uomini su questioni metafisiche, e sarebbe una follia pretendere di imporre le proprie convinzioni con la violenza. L’istruzione permette agli uomini di difendersi dai ‘maestri di errori’, cioè da coloro che vogliono abbruttire e imbarbarire il genere umano persuadendolo che le loro false credenze sono vere, magari citando le sacre scritture a sostegno delle loro tesi assurde, o addirittura ricorrendo alla violenza e alla persecuzione. Laterza, 2005, libro usato in vendita a Modena da GBULBRI6 Voltaire conclude con l’augurio che la vicenda dei Calas possa far riflettere gli uomini sul valore della tolleranza e sui danni del fanatismo che induce gli uomini a imputare dei crimini più orrendi chi ha opinioni diverse dalle proprie. Esistono ancora dei fanatici, sia da una parte che dall’altra; tuttavia la ragione è la medicina che può guarire da questa malattia; il senso del ridicolo può estirpare certi assurdi comportamenti meglio della forza. Riassunto: lettera sulla tolleranza di John Locke - LETTERA SULLA TOLLERANZA di JOHN LOCKE - Nella “Lettera sulla tolleranza” il filosofo inglese John Locke afferma che il primo principio che deve guidare uno stato è il principio della tolleranza, il quale tollera la … Voltaire descrive poi gli orribili massacri di Merindol e Cabrières: questi tranquilli borghi, abitati da pacifici pastori che vivevano del loro lavoro senza aver mai infastidito nessuno, furono ridotti in cenere; uomini, donne e bambini furono massacrati orribilmente solo per il fatto di essere valdesi. Voltaire comunica che il caso Calas è stato discusso a Versailles e loda la magnanimità del re di Francia. Voltaire descrive le barbare torture riservate agli eretici; dimostra che queste pene furono ingiuste, perché gli eretici non si dimostrarono contrari alla morale né al regno. LOCKE: SULLA TOLLERANZA il segno distintivo della vera chiesa è la tolleranza John Locke (1632-1704) è spesso indicato come il padre del liberalismo. Non devono essere invidiosi gli uni degli altri, e non devono perseguitarsi nel nome della religione. Anche i sadducei, i farisei e gli esseni furono tollerati, benché di opinioni diverse in materia di fede. ISSN 1591-4305 Non spetta all’uomo imporre una religione; se quella religione è giusta, sarà Dio stesso a tenerla in vita. Lettera sulla tolleranza religiosa La critica alle idee innate – Locke parte dalla critica all’innatismo cartesiano: non esistono idee, verità, princìpi innati, se le idee fossero innate tutti gli uomini dovrebbero avere le medesime idee e invece questo non accade (vedi ad es. Anche lo svolgimento dei fatti dimostra che Jean Calas, un uomo anziano e debole, non può avere strangolato da solo suo figlio, giovane e robusto; l’accusa risponde sostenendo, ancor più assurdamente, che  all’omicidio avrebbero partecipato tutti i Calas, compresa la madre, la domestica, i fratelli e anche l’amico Lavaisse che casualmente si trovava a cena da loro al momento del fatto. Voltaire ritiene più ragionevole che Marc-Antoine abbia deciso di suicidarsi impiccandosi, spinto da debiti di gioco e da depressione psichica. John Locke si scontrerà con un prete anglicano che predica la necessità dell’uso della forza contro chi non si sottomette alla chiesa, non segue la sua morale e non segue gli ordini religiosi.

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